Recensione – The Raid: Redemption

The Raid: Redemption è la seconda collaborazione fra Gareth Evans ed Iko Uwais, oltre ovviamente a tutto il team indonesiano, esperto di Pencak Silat, tra cui spunta anche Yayan Ruhian, che oltre a combattere già contro Iko in Merantau, qui fa da “boss finale” in un epico scontro dove si scontra contro Iko, il cui personaggio nel film si chiama Rama, ed il fratello di Rama, Andi.

Premetto che in questa recensione ci saranno spoiler, quindi se non l’avete guardato, beh, che state aspettando?

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RAMA WINS! FATALITY!

 

La trama racconta di Rama e della sua squadra che dovranno andare a prendere un boss del crimine, che li aspetterà al piano più alto di un palazzo pieno di criminali. Rama quindi vedrà la quasi totalità del suo gruppo essere sterminata, scoprirà doppiogiochi inaspettati e rischierà molte volte la vita pur di portare a termine la missione.

Non ricordo sinceramente se ho visto prima Merantau o prima questa pellicola, fatto sta che in entrambi i casi sono rimasto molto colpito da come venivano girate le scene, e soprattutto dalle coreografie del team, dove ci sono dei colpi di Silat veramente sensazionali. Un’arte marziale che ho scoperto grazie a questi film, e meno male.

Non c’è un combattimento che non mi sia piaciuto, a partire dal primo combattimento nel corridoio fino al combattimento nel laboratorio di Meth, passando allo scontro finale, che è veramente rimasto impresso nella mente dei fan.

 

La bellezza dei combattimenti, girata in maniera pulita e comprensibile, il ritmo sostenuto durante tutto il film, e la trama che seppur semplice, andando avanti si infittisce sempre di più, ha permesso a The Raid: Redemption di entrare nei “cult” di arti marziali di questi anni.

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Combattimento veramente bello, coreografia veramente ben fatta.

 

Film consigliato a chi si vuole godere un bel film d’azione, con delle scene veramente ottime di combattimento, violento e spesso esagerato, quindi lì va un pò a gusti. E se vi è piaciuto questo, amerete sicuramente The Raid 2.

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3 pensieri su “Recensione – The Raid: Redemption

  1. Capolavoro infinito, quando lo vidi la prima volta in lingua originale ero fomentatissimo e da allora lo considero fra i migliori film marziali mai apparsi su schermo. Dati alla mano è la rielaborazione indonesiana del film americano “Dredd”, secondo sfortunato tentativo di un personaggio che non trova spazio al cinema, ma ovviamente il risultato è parecchi universi distante: tutto quello che nel film americano è stupido e noioso qui è perfetto e toglie il fiato. Davvero un capolavoro senza tempo!

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  2. D’accordissimo, è entrato meritatamente come cult del genere, davvero un must per chi si avvicina a questo genere. Non ho mai visto Dredd, ma ne ho sentito parlare, e in giro su Internet ho visto anche immagini che comunque li paragonavano. Grazie come sempre per i tuoi commenti che arricchiscono
    di molto i miei articoli 🙂

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  3. Capolavoro assoluto, probabilmente insieme al terzo Undisputed è il miglior film di menare degli ultimi venti anni. Regista e protagonista subito elevati allo status di mito (anche se bastava il primo… :D)

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