Big Brawl – Recensione

Battle Creek Brawl – Chi tocca il giallo muore (traduzione italiana piuttosto dubbia e tradotta male, ma tanto in francese il film è stato chiamato Le Chinois, quindi vabbè), è un film del 1980 con protagonista Jackie Chan, che in quel periodo era abbastanza giovane, nella sua età d’oro possiamo dire. Due anni prima infatti, era stato rilasciato Drunken Master, uno dei film cult del genere che ogni fan di Jackie deve aver visto per forza di cose.

La trama molto brevemente, racconta di come Jackie venga costretto dalla mafia locale a combattere in un torneo in Texas in seguito al rapimento della futura sposa di suo fratello. Jackie però ribatte che se vincerà il torneo si terrà la ricompensa ed in più i gangster non dovranno più dar fastidio al ristorante di suo padre o al vicinato.

Ovviamente alla fine vince.

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Benvenuti al circ- ehm Torneo Battle Creek!

E’ il primo film che tenta di introdurre Jackie al pubblico americano, rivelandosi però un flop sul piano commerciale. Jackie rimase deluso dal poco successo della pellicola, sperando invece in un risultato diverso, come quello de I 3 dell’Operazione Drago, il cui regista è lo stesso per entrambe le pellicole. A parer di Jackie comunque, ciò è anche dovuto al fatto che non ha potuto girare le scene di azione come avrebbe voluto lui, con una coreografia “all’americana”.

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Jackie ha appena scoperto com’è stato tradotto in italiano il titolo del film.

Alcune scene sono molto belle e molto divertenti, come le scene degli allenamenti con lo zio o comunque tutte le volte che combatte Jackie, dimostrando tutta la sua agilità ed abilità. Ho trovato il “villain” finale un pò insapore, ma tutto sommato serviva al suo ruolo, che era poi spezzare le costole degli avversari per poi baciarli appassionatamente quando erano sul punto di collassare.

 

A parer mio guardabile, né tra i migliori né tra i peggiori, seppur in alcune parti un pochetto noioso.

 

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8 pensieri su “Big Brawl – Recensione

  1. Purtroppo la Golden Harvest aveva il brutto vizio di affidarsi a Robert Clouse, e ha pagato caro questa scelta insana. “Enter the Dragon” ha avuto successo non per la regia, ma perché è morto Lee. Clouse è un pessimo regista che ha provocato solo danni ai tentativi di Hong Kong di sfondare negli USA. Tentativi che nei primi anni Ottanta prevedevano una produzione cinese ma con cast tecnico locale – come per esempio “La corsa più pazza d’America” (1981), film cinese ma girato con cast occidentale – formula che non funzionava. Nel 1985 Jackie ci riprova con “The Protector” (che verrà poi saccheggiato da “Rush Hour”) ma sfonda solo nel 1995 con “Terremoto nel Bronx”, perché è un film totalmente di Hong Kong, che non finge di essere americano.
    “Chi tocca il giallo muore” lo trovo a tratti inguardabile, tolta la bravura e la simpatia di Jackie, del suo team di stuntman e del mitico Mako – qui pelato! Il pessimo tocco di Clouse rovina tutto, e un qualsiasi mestierante di Hong Kong avrebbe creato un prodotto decisamente migliore.

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